ASSOCIAZIONE AMICI DEL MUSEO PIETRO MICCA

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Cittadella

L' Associazione Amici del Museo Pietro Micca e Dell' Assedio di Torino 1706 è un’ organizzazione di volontariato iscritta nel Registro regionale che ha per scopi il sostegno del “Museo Pietro Micca” e lo svolgimento di attività culturali attinenti la storia della Città di Torino e dello Stato sabaudo, con particolare riferimento alla guerra di successione spagnola.

In particolare, l’Associazione si propone di conservare e di valorizzare reperti, cimeli e documenti, di promuovere e di realizzare ricerche e, sotto la direzione scientifica dei competenti organismi, interventi diretti alla ricerca archeologica, al recupero, al restauro e alla conservazione del patrimonio storico, artistico e architettonico.

L'Associazione organizza per i soci visite in luoghi legati alla storia di Torino, del Piemonte, della Savoia, organizza conferenze, mette a disposizione libri tematici a prezzi agevolati.

 

Nell'ambito delle iniziative, l'Associazione organizza "Le storiche conversazioni del giovedì", ciclo di conferenze mensili tenute da relatori esperti in archeologia e storia. L’Associazione prevede nel suo ambito i seguenti e specifici gruppi di attività composti da Soci collaboratori : 

 
  • Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino
  • Gruppo Ricerche e Rilievi Archeologici
  • Gruppo Guide del Museo Pietro Micca

 

CERTIFICATO DI ECCELLENZA TRIPADVISOR 2014


 

Riferimento per contatti : 

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Il Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino,

ha la finalità di ricostruire storicamente ed in modo dinamico la realtà di alcuni Corpi militari del Ducato di Savoia, distintisi nella difesa della Città durante l’assedio francese del maggio - settembre 1706.

E’ una ricostruzione minuta, particolareggiata e fedele delle uniformi, delle armi, dell’ equipaggiamento degli antichi Reggimenti sabaudi, i cui vessilli sventolarono sui bastioni della città a sfidare la possente Armée Royale di Luigi XIV.


GruppoPer la sua struttura e per le finalità che persegue, il Gruppo Storico Pietro Micca, formato esclusivamente da volontari, trova un parallelo nei gruppi di re-enactment di vari stati, tra cui la Confederazione Elvetica, il Regno Unito, la Spagna, la Germania, la Francia, l’Austria, il Canada e gli  Stati Uniti.     

Degni di menzione sono gli esercizi militari con comandi in antica lingua francese, in uso ufficiale presso le truppe, il caricamento dei fucili a pietra focaia e la scarica di fucileria, il passo di carica, il lancio delle granate a mano ed il fuoco di artiglieria. Ogni manovra o movimento rispetta rigorosamente quelli riportati sugli antichi manuali d’addestramento.

Il Gruppo Storico Pietro Micca è iscritto all’Albo Provinciale dei Gruppi Storici nella sezione dal 1600 al 1700 tra I Gruppi d’Arme.

 

 

Autorizzazione ad assumere la denominazione di "Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino". 

Delibera Giunta Comunale 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CENNI STORICI

Quadro Pietro Micca

Arruolato come soldato-minatore nell'esercito del Ducato di Savoia, è storicamente ricordato per l'episodio di eroismo nel quale perse la vita e che consentì alla città di Torino di resistere all'assedio del 1706 da parte delle truppe francesi.

Si sa poco sulla sua persona prima del gesto, tranne che proveniva da famiglia modesta.

Nella sua città natale, Sagliano (piccolo centro della bassa Valle Cervo unita all'antica Andorno Cacciorna - oggi Andorno Micca - divenuto in seguito Sagliano Micca) in provincia di Biella esiste ancora la semplice casa nella quale abitava, situata all'interno di uno dei tipici cortili del Piemonte.

Un museo a lui intitolato, dedicato al suo gesto e al memorabile assedio, si trova a Torino.

 

Statua Pietro MiccaNella notte tra il 29 e il 30 agosto 1706 - in pieno assedio di Torino da parte dell'esercito francese - forze nemiche entrarono in una delle gallerie sotterranee della Cittadella, uccidendo le sentinelle e cercando di sfondare una delle porte che conducevano all'interno. Pietro Micca - conosciuto con il soprannome di passepartout - era di guardia ad una di queste porte insieme ad un commilitone.

I due soldati sentirono dei colpi di arma da fuoco e capirono che non avrebbero resistito a lungo: decisero così di far scoppiare della polvere da sparo (un barilotto da 20 chili posto in un anfratto della galleria chiamata capitale alta) allo scopo di provocare il crollo della galleria e non consentire il passaggio alle truppe nemiche.

Non potendo utilizzare una miccia lunga perché avrebbe impiegato troppo tempo per far esplodere le polveri, Micca decise di impiegare una miccia corta, conscio del rischio che avrebbe corso. Istintivamente, quindi, allontanò il compagno (con una frase che sarebbe diventata storica: «Alzati, vai e salvati, che sei più lungo di una giornata senza pane»[1]) e senza esitare diede fuoco alle polveri, cercando poi di mettersi in salvo correndo lungo la scala che portava al cunicolo sottostante.

Il corpo di Pietro Micca fu ritrovato senza vita a quaranta passi di distanza, dove fu ucciso dalle esalazioni velenose dell'esplosione. L'ubicazione della scala su cui avvenne l'eroico gesto si è avuta soltanto nel 1958 grazie alle ricerche del generale Guido Amoretti (1920-2008), appassionato archeologo e studioso di storia patria. A lui si deve l'ideazione del Museo Pietro Micca e dell'assedio di Torino del 1706. Secondo il conte Giuseppe Maria Solaro della Margherita, all'epoca comandante della guarnigione di Torino, la morte di Micca è da addebitarsi più ad un errore di calcolo della lunghezza della miccia che ad una deliberata volontà di sacrificare la propria vita.

Italia

Tuttavia, come ricompensa per il sacrificio supremo di Pietro Micca il Duca Vittorio Amedeo II assegnò alla vedova, Maria Bonino (sposata il 29 ottobre 1704), un vitalizio di due pani al giorno (da cui deriva il nome dialettale di micca per indicare un certo tipo di pane).

La coppia aveva anche un figlio, Giacomo (stesso nome del padre di Pietro), di appena 11 mesi.

Alla sua memoria il Comune di Torino ha intitolato nel 1897 la via omonima che collega la vicina Piazza Solferino alla centralissima Piazza Castello.

 

 

ARRUOLAMENTI  

Claudio Caracciolo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per diventare Soci è necessaria l’approvazione da parte del Consiglio  previa presentazione di una domanda di ammissione sottoscritta da almeno un Socio.

Locandina arruolamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Musici

 

 

 

 

 

 

 

 

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